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TRISTAN DA CUNHA

Perchè una nota proprio su Tristan da Cunha ? Innanzitutto è pur sempre un bel DX e in secondo luogo la storia di questo paese riguarda molto da vicino noi italiani.
Tristan è un vulcano (The Peak di 2000 m) alla base del quale, in riva al mare, c’è l’unico insediamento abitato dagli attuali 300 abitanti. Robert Foran, autore di un articolo su Tristan pubblicato su National Geographic nel 1938, scriveva: ...L’isola è verde, e le torreggianti scogliere sono quasi interamente coperte da felci. Ciò nonostante, l’unico aggettivo per descrivere Tristan è “ostile”... E’ stata anche chiamata “l’isola della desolazione” eppure ha acceso la fantasia di generazioni di uomini di mare.
Scoperta nel 1506 dall’ammiraglio portoghese cui deve il nome, durante i secoli della navigazione a vela era una base di rifornimento per le baleniere, ma anche approdo delle vittime dell’inclemenza del tempo di queste latitudini, i “40 ruggenti”.
Nel 1811, un corsaro americano, Jonathan Lambert, si proclamò “imperatore di Tristan”, e con altri sei compagni di avventura si dedicò all’agricoltura e al baratto dei loro prodotti con le merci delle navi di passaggio. Ma la divisione del patrimonio fece scoppiare liti feroci fra i pirati, che si uccisero a vicenda. Nel 1816, l’anno dopo l’inizio dell’esilio di Napoleone nella vicina Sant’Elena, la Gran Bretagna prese possesso dell’isola. La guarnigione trovò ad accoglierli un solo corsaro superstite: l’italiano Tommaso Corri. L’uomo favoleggiava di un tesoro nascosto ma morì portando nella tomba il suo segreto.
Quando, dopo qualche anno, la guarnigione britannica lasciò l’isola, uno degli uomini, il caporale scozzese William Glass, chiese e ottenne di restare a Tristan con la moglie e i due figli. Con lui rimasero pure due operai della marina britannica. A questi primi coloni se ne aggiunsero altri, fra cui due nufraghi italiani: Andrea Repetto e Agostino Lavarello.
Col tempo la popolazione dell’isola aumentò, grazie anche al provvidenziale arrivo di cinque donne da Sant’Elena che andarono in spose ai pionieri.
Il mondo si ricordò di questo angolo remoto nel 1961 quando una ripresa dell’attività eruttiva del The Peak, costrinse gli abitanti dell’isola a rifugiarsi in Inghilterra. Ma dopo aver vissuto neppure due anni fra le tentazioni della modernità i “tristani” vollero tornare nella loro sperduta patria.
Viene da chiedersi: qual’è il fascino che ancora esercita quest’isola, dove la posta arriva ogni tre mesi e si vive grazie al commercio di aragoste, ai francobolli ambiti dai filatelici, e poco altro?
Fra i 300 abitanti di Tristan si perpetuano solo sette cognomi, tra cui quelli dei due italiani che giurarono di rimanere se si fossero salvati dal naufragio.
E, guardacaso, gli unici due radioamatori di Tristan da Cunha sono rispettivamente ZD9BV (Andrea Repetto) e ZD9IL (Ian Lavarello).

I3TGW Max
 

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